AIUTIAMO L’UCRAINA

Domenica 27 marzo e anche dopo, ci sarà una raccolta di offerte per inviarle ai nostri frati in Ucraina per le prime necessità a sostegno della popolazione martoriata dalla guerra. Alle offerte siamo invitati ad unire una preghiera perché da parte di tutti si fermi la guerra. Con la guerra tutti abbiamo da perdere e la storia c’è lo disse e ce lo ripete. Sopra è il disegno di una bambina Ucraina disegnato per chiedere alla Madonna la pace. Sotto due nostri frati ucraini mentre portano generi alimentari e vestiari ai senza tetto.

Domenica 27 marzo abbiamo raccolto 1.500,00€ e abbiamo fatto il bonifico lunedì. Il giorno seguente ci veniva confermato che i soldi erano arrivati. Grazie a tutti per la generosità a nome dei confratelli ucraini.

25 marzo Annunciazione del Signore: messa col Vescovo Adriano

C’erano tanta gente e numerosi sacerdoti alla messa con il vescovo mons. Adriano Cevolotto nella basilica di Santa Maria di Campagna a Piacenza per la solennità dell’Annunciazione. La celebrazione ha visto il rinnovo dei voti da parte dei consacrati presenti. Alcuni di loro vivono nel 2022 uno speciale anniversario della loro professione religiosa.

La messa è stata vissuta in comunione con papa Francesco che a Roma nella basilica di San Pietro ha consacrato al Cuore Immacolato di Maria le nazioni della Russia e dell’Ucraina, coinvolte in un devastante e sanguinoso conflitto. “Noi – sono le parole dell’atto di consacrazione a Maria – abbiamo smarrito la via della pace, abbiamo dimenticato le tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali. Abbiamo dilaniato con la guerra il giardino della Terra. Madre di Dio e nostra, solennemente affidiamo e consacriamo al tuo Cuore Immacolato noi stessi, la Chiesa e l’umanità intera, in modo speciale la Russia e l’Ucraina. Donna del sì, su cui è disceso lo Spirito Santo, riporta tra noi l’armonia di Dio”.

Il “sì” dei consacrati

Nell’omelia mons. Cevolotto ha riflettuto sul carisma dei consacrati alla luce dell’esperienza vissuta da Maria con il suo “sì” all’opera di Dio che attraverso di lei ha donato al mondo il suo Figlio Gesù. Anche noi – sintetizziamo le sue parole – è stata fatta grazia; viviamo questo giorno con questo senso di gratitudine proprio guardando a Maria.

Un segno oltre ogni mediocrità

La profezia di Isaia, letta durante la liturgia, parla di un segno che Dio dona; è il segno di un Bambino che nasce da una Vergine, un segno piccolo ma così grande da poter dire che Dio è con noi. Ancora oggi dentro la nostra città e nella comunità cristiana si rinnova questo segno. Molti però, anche tra i battezzati, vivono senza accogliere questo segno, senza aprirsi al dono Salvatore.

Ciascuno di noi – ha aggiunto il Vescovo – è a sua volta quel segno quando è in comunione con Dio. L’essere segno vuol dire rimandare ad altro da sé. Chiediamoci: il mio stile di vita parla di vita nuova, di fiducia, di gioia, di speranza? oppure parla solo delle nostre preoccupazioni, dei nostri bisogni… In quest’ultimo caso saremmo nella situazione del sale che perde il suo sapore.

Oltre la logica del mondo in cui siamo immersi

Solo aprendosi a Dio – ha proseguito mons. Cevolotto – si resta dentro il “sì” iniziale, qualunque sia la nostra vocazione. Se qualcuno dicesse di noi: “sono persone, uomini e donne, come gli altri”, vorrebbe dire che stiamo correndo il rischio di appiattirci. Ma che cosa ci differenzia dagli altri? – si è chiesto il Vescovo. Un segno provoca, disturba, inquieta le logiche in cui tutti siamo immersi.

Oggi – ha detto ancora – vogliamo affermare il valore della presenza dei consacrati, al di là delle qualità personali che ciascuno può avere. I consacrati sono segno dell’iniziativa di Dio che riesce a plasmare la nostra umanità per quanto piccola e povera sia.

O c’è il “sì”, o c’è il “ni”

Nei consacrati Dio manifesta la sua vicinanza a ogni persona. Il Vangelo cammina con la nostra umanità, con la nostra fede, invitandoci a non accontentarci della mediocrità. O c’è il “sì”, o c’è il “ni”, un’adesione mediocre alla nostra vocazione. Chiediamo che la fedeltà di Dio ci aiuti a superare ogni delusione e a ripartire con slancio nella forza dello Spirito.